2013: L'ADC Monograph Series#1 (ita): Architettura Integrata

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Architettura IntegrataMonografia di Wu LiangyongIntroduzione di Lucio Valerio BarberaTraduzione di Anna Irene Del Monaco, Liu Jian, Ying Jin, George Michael Riddel, Roberta TontiniPostfazione di Anna Irene Del Monaco Il libro che presentiamo, Architettura Integrata è un testo storico e attuale. Fu pubblicato nel 1989 da Wu Liangyong, uno dei più influenti architetti e maestri di pensiero della Cina contemporanea col titolo A General Theory of Architecture. Egli è figura eminente della comunità internazionale degli architetti e, soprattutto, di quel gruppo di teorici dell’architettura e della città che si battono per una decisiva riforma delle concezioni, delle metodologie e delle prassi che presiedono alla costruzione e alla riqualificazione della metropoli contemporanea. Conobbi il professor Wu Liangyong nel 2004 nella Facoltà di Architettura della università Tsinghua di Beijing; la sua Facoltà. Egli nel 1946 – aveva 24 anni – ne fu il fondatore assieme a Liang Sicheng, il padre dei moderni studi sull’architettura cinese. Da allora – sono passati sessantasette anni – il professor Wu Liangyong mantiene il suo ruolo di figura centrale della comunità accademica di Beijing, ed è costante stimolo, non solo a livello nazionale, per il rinnovamento degli studi, e, soprattutto, della ricerca teorica, metodologica e operativa sull’architettura, la città, il territorio. È, dunque, una figura rara, che ha attraversato per intero un periodo storico che in ogni luogo del mondo è stato tumultuoso per la società e la città, ma che in Cina ha forse avuto le sue manifestazioni più drammatiche ed esaltanti; un periodo fatto di guerra, di speranze, di rivoluzioni, di slanci, di presunzioni, d’orrori, d’errori, di nuovi slanci e d’incomprimibile crescita economica; d’irreversibili metamorfosi sociali e culturali e – ciò che qui, per noi, conta di più – di travolgenti crescite urbane e trasformazioni territoriali. Nella sua figura minuta e gentile il suo intelletto ha resistito saldissimo alle tempeste della storia traendo dall’osservazione degli eventi e dai principi umanistici e scientifici della propria cultura, il continuo alimento per una riflessione sempre più efficace sul significato dell’architettura nel mondo attuale, sul suo intreccio inestricabile con la sostanza della città; e sull’insostituibile ruolo dell’architetto – scienziato, umanista ed artista. Pochi anni dopo aver averlo conosciuto e aver iniziato ad apprendere direttamente la sua opera d’architetto e di teorico, gli proposi di tradurre in italiano un’antologia di suoi scritti, tratti dai tanti libri e saggi sull’architettura e la città pubblicati con continuità durante tutta la sua impareggiabile carriera. Egli mi rispose rilanciando: al posto dell’antologia di scritti propose di tradurre per intero, in italiano e in inglese, un libro di venti anni prima, appunto A General Theory of Architecture del 1989. Data la velocità attuale del dibattito culturale si sarebbe detto si trattasse di un libro ormai sedimentato nella storia. Compresi, invece, che si trattava di una pietra miliare per l’espressione del suo pensiero; un caposaldo da cui, probabilmente, erano scaturite le sue elaborazioni teoriche posteriori, anche quelle più recenti, pubblicate in altri fondamentali saggi, che spaziano nel vasto campo degli insediamenti umani toccando tutte le componenti dell’ambiente antropizzato (Lucio Valerio Barbera).   As Architect, urban planner and teacher, Wu Liangyong has played a very significant role in China over the last several decades and has been a source of considerable influence and inspiration to generations of Chinese architects, making them aware not only of the new architectural spirit that was taking root elsewhere in the world, but also of the sublime beauty (and ingenious invention) so manifest in China’s own traditional architecture – and how the life-long endeavour, reinforce by the oeuvre of work he has created in his own professional practice – including housing projects right in the heart of Beijing that are wonderful re-inventions of the low-rise high density courtyard typologies found in traditional Chinese habitat. Besides all this, Professor Wu is a wonderfully gifted artist. In fact, when I first met him he had a sketchbook and was happily recording mountains, buildings and people – all in a few masterful strokes. Today with the range and depth of his invaluable contributions, Wu Liangyong occupies a truly unique place in the architectural scene of China. Charles Correa, Architect, Royal Gold Medal RIBA (1984) Professor Wu Liangyong, a pioneering philosophical architect, who in his century has the qualities Confucius must have been thinking of in 500 B.C., when he said “humility is the solid foundation of all virtuesâ€. Rod Hackney, Past President of the Royal Institute of British Architects and International Union of Architects È altamente significativa la consonanza fra gli intenti del libro “Architettura Integrata†di Wu Liangyong, architetto, e il pensiero del fondatore della Facoltà di Architettura di Roma, Gustavo Giovannoni, ingegnere, che fin dal 1916, nel saggio “Gli Architetti e gli studi di architettura in Italiaâ€, si espresse a favore di una figura di â€architetto integraleâ€, tecnico, artista, conoscitore della storia dell’architettura. È poi quasi sorprendente come il programma e i contenuti del libro Architettura Integrata nei fatti concordi con il programma e i contenuti della formazione dell’architetto che lo stesso Gustavo Giovannoni espresse, nel 1920, nella prolusione del primo Anno Accademico della nuova Scuola Superiore d’Architettura in Roma: una formazione basata sulla costante sperimentazione dell’integrazione operativa e intellettuale tra la coscienza artistica, la coscienza storica e la coscienza strutturale del costruire; ciò in cui crediamo e che ci caratterizza ancora oggi. Renato Masiani, Preside della Facoltà di Architettura, Sapienza Università di Roma Conobbi il professor Wu Liangyong presso la Facoltà di Architettura della Sapienza in occasione del Convegno di Studio “Housing and Cities†nel 2006. Fui ammirato del fatto che il professor Lucio Barbera fosse stato in grado di portare alla Sapienza l’allievo e il continuatore del grande Liang Sicheng, il professor Wu Liangyong, che per tutti noi, non solo architetti, è un eminente rappresentate della cultura moderna cinese. Il libro Architettura Integrata, pubblicato per la prima volta in Cina nel 1989, fu redatto in anni cruciali in cui fui diretto testimone del clima culturale, esaltante e complesso, dell’intera Cina e di Beijing in particolare. Lo slancio culturale di quegli anni, le speranze, l’intuizione del ruolo che le città avrebbero avuto nell’evoluzione della società cinese, ma anche la visione delle grandi innovazioni culturali e di metodo necessarie per affrontare il futuro, tutto ciò vive appassionatamente nelle pagine di questo libro. Sono lieto, pertanto, che la nostra ex Facoltà di Studi Orientali, attraverso l’opera di traduzione della dottoressa Roberta Tontini, abbia contribuito alla traduzione in italiano di questa straordinaria opera del professor Wu. Federico Masini, Professore di lingua e letteratura cinese, Sapienza Università di Roma Le pagine del libro “A General Theory of Architecture†(Integrated Architecture) del professor Wu Liangyong ci insegnano molte cose: ad avere fiducia in una formazione aperta, curiosa e duttile, ad indagare i territori di frontiera tra le diverse discipline e a confidare nella loro fecondità nel campo della ricerca. Ne ho molto apprezzato l’approccio trans-disciplinare che ci spinge ad assumere all’interno del progetto urbano anche i punti di vista specifici di altre discipline poiché sono convinto che solo questo metodo possa produrre soluzioni convincenti e durature nel tempo. Piero Ostilio Rossi, Direttore del Dipartimento di Architettura e Progetto, Sapienza Università di Roma It is hard to think of anyone in whose works grandeur of vision and pathos are so profoundly intermingled as those of Professor Wu Liangyong. For almost seventy years Professor. A quarter century after its first publication, viewed across China’s endless urban sprawl and environmental degradation, Integrated Architecture seems both wise and naive. Like the writings of Constantinos Doxiadis, Christopher Alexander, and Andres Duany, it strives to place the architect at the center of a vast synthesis of human knowledge, grants him the possibility of understanding the relationship of virtually everything to virtually everything else, then makes him the actor who will bring the wisdom of this synthesis to the making of the world. How doomed. How noble. Daniel Solomon, Professor Emeritus of Architecture and Urban Design UC Berkeley 
Published: 2013-12-28

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