Vol. 8 No. 11 (2017): Researches and Studies 1

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Questo numero raccoglie scritti inediti di diverso argomento e di diversi autori. Gli autori, tutti architetti, appartengono a generazioni e a culture anche molto distanti tra loro. Ciò che li unisce è sentire ed essere partecipi, tutti – ciascuno con il suo ruolo e la sua diversa “professione†– del grande e articolatissimo tema della città, del suo progetto, della sua architettura. Gli scritti che presentiamo in queste pagine, diversissimi tra loro, tuttavia sono il frutto di ricerche, riflessioni, proposte – in corso o da poco concluse – mai pubblicate. La loro raccolta in un unico numero della nostra rivista ha lo scopo di contribuire ad animare e ad aggiornare lo stato della discussione – anzi, delle discussioni – sul problema del ruolo dell’architettura e dell’architetto nel nostro tempo; che è tempo di reale difficoltà e di profonde disaffezioni.   Nel primo scritto Wu Liangyong. An interview by Lucio Valerio Barbera – firmato da Wu Lianguong, il più importante architetto moderno cinese vivente – il Maestro Wu, fondatore della Facoltà di Architettura della Tsinghua University di Pechino, ricompone la sua vicenda biografica e, per mezzo di essa, indirettamente, la vicenda fondazione della scuola di architettura moderna in Cina. Attraverso il suo itinerario di formazione – che si svolge prima, durante e dopo la rivoluzione di Mao Tse Dung – iniziando dal momento fondativo del Department of Architecture della Tsinghua University, proseguendo con il periodo di formazione professionale e accademica negli USA, passando per il momento del passaggio di consegne ricevute da Liang Sicheng – il fondatore dell’architettura moderna in Cina – viviamo dalle sue stesse parole la fase di avviamento e di costruzione di un nuovo sistema culturale ed istituzionale. Il contributo, trascritto a partire da una intervista condotta da Lucio Barbera nel novembre del 2017, è reso dall’autore in forma di narrazione autobiografica strutturato per fasi cronologiche. Segue la pubblicazione inedita di un’indagine di Lucio Valerio Barbera sulla genesi del quartiere Prati delle Vittorie a partire dalla vicenda della progettazione e della realizzazione del Deposito Atac di Piazza Bainsizza inteso come nodo funzionale essenziale della rete di trasporto pubblico che sostenne lo sviluppo di Roma nella sua fase di più razionale crescita funzionale, civile, demografica. Il rapporto di ricerca su Il deposito Vittoria dell’Atac a Piazza Bainsizza nel Quartiere Delle Vittorie di Roma studia e presenta, infatti, quella ormai semi-utilizzata struttura del trasporto pubblico come parte integrante del più riuscito esperimento di architettura urbana a Roma tra le due guerre, voluto e messo a punto da Marcello Piacentini e Gustavo Giovannoni. In questo quadro emerge il ruolo, apparentemente più sommesso, in realtà decisivo, svolto dal programma per la realizzazione di un adeguato sistema cittadino di trasporto pubblico. Il testo di Giancarlo Ferulano, L’architetto nell’amministrazione pubblica, è la testimonianza importante e analitica dell’esperienza di un vero architetto come “quadro†della pubblica amministrazione di una grande città come Napoli con compiti di grande responsabilità nei processi di pianificazione e di gestione della città. L’analisi proposta da Ferulano si svolge nell’arco di circa un ventennio (anni Settanta-Novanta) della storia urbana di Napoli, città complessa e, per molti aspetti, estrema. Il contributo di Iacopo Benicampi, La condizione post-barocca, agile, ma densissimo, saggio prettamente storico, esplora questioni che sembrano tuttavia parlare direttamente della attuale condizione dell’architetto. Egli così scrive della condizione dell’uomo post-barocco: “continuamente e complessivamente sempre in bilico fra antichi reclami di universalismo e il provincialismo del proprio status quo, raziocinante ed emotivo, idealista e opportunista, ambizioso di stare più avanti del proprio tempo seppure, in verità, nessuno poteva anticipare il futuro, perché nessuno lo conosceva.†La proposta di ricerca di Lucio Valerio Barbera, Digital Nolli: 3D representation (digital model) of Gianbattista Nolli’s Map of Rome “La Nuova Topografia di Roma†(1748), si rivolge all’ampissima platea internazionale interessata a quell’incomparabile monumento di scientifica rappresentazione urbana, per coinvolgere istituzioni pubbliche e private nel progetto di costruire – per mezzo della tecnologia informatica – la realtà virtuale, accurata in profondità ed esplorabile a diverse scale, del corpo “sensuale†di Roma all’apice del suo sviluppo rinascimentale e post rinascimentale. Lo studio di Anna Irene Del Monaco sugli architetti europei nel Mediterraneo allargato, European Architects in Africa, in the Near and Middle East, from 1947 to the end of the twentieth century. Legacy and future perspectives, apre un punto di vista inedito su quegli anni di pratica professionale, in particolare dagli anni Cinquanta-Settanta, nei quali ad esempio, i modelli architettonici italiani, le idee italiane di città, le concezioni strutturali italiane attraversavano il Mediterraneo sospinti dalle positive visioni di politica internazionale del secondo dopoguerra, sostenute da Stati illuminati sulle due sponde del mare. Si tratta di un’eredità che deve essere riletta in modo più articolato e complessivo: non si tratta di ripercorrere le vicende di architetti di merito e di fortuna personali. Si tratta, invece, di mettere in luce il tessuto di soggetti pubblici e privati impegnati in azioni promosse per attuare il passaggio e l’adattamento di più efficienti modelli di civiltà tecnologica e di più umanistica cultura progettuale (Transnational Urbanism, lo chiamano alcuni studiosi) investendo nel futuro di nazioni più svantaggiate e creando, allo stesso tempo, lavoro per i propri tecnici e operatori culturali.    
Published: 2017-12-27