Vol. 9 No. 12-13 (2018): Researches and Studies 2

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Come il precedente (L’ADC n. 11), anche questo numero doppio (L’ADC n. 12-13) raccoglie scritti inediti di diverso argomento e di diversi autori, sul grande e articolatissimo tema della città, del suo progetto, della sua architettura. I saggi pubblicati  rappresentano itinerari di ricerca in corso – e si tratta allora di parziali rapporti di ricerca – o da poco conclusi, inediti. Alcuni sono il prodotto della ricerca di giovani e studiosi architetti, sviluppati sulla radice delle proprie Tesi di Dottorato o di Laurea; altri rappresentano il frutto, finale o intermedio, di indagini filologiche e storiche, altri infine ci presentano le riflessioni e gli approfondimenti indotti da un viaggio di studi. Gli autori, anche questa volta, sono tutti architetti, appartenenti a generazioni ed a culture diverse. Il primo saggio – trascrizione dal vivo di una conversazione sull’argomento Tipologia e Forma. Da Mies van der Rohe (Weissenhof) agli architetti di Ostia antica (Case a Giardino), di Lucio Valerio Barbera – documenta, pur sempre provvisoriamente, una ricerca di lungo periodo dell’autore, presentata nei suoi diversi stadi, in lezioni universitarie (master e dottorato) o conferenze – spesso in università non italiane. La versione qui presentata è la più aggiornata, tuttavia provvisoria, ma ampiamente illustrata anche con  elaborati digitali 3D disegnati dell’autore stesso. Il tema di fondo è la permanenza dei comportamenti – antropologici – di generazione continua e “spontanea†di varianti tipologiche dal materiale edilizio pre-esistente che, nel tempo, modificano la città al variare delle condizioni culturali e tecnologiche. Su questo tema si innesta un secondo tema, quello del ruolo dell’architetto cui è affidato l’atto consapevole di estrarre dal tessuto “naturale†della città le innovazioni tipologiche più efficienti, di normarle e portarle a compimento come modelli progettuali tendenzialmente “universaliâ€. Il secondo scritto di William Simbieda, professore alla Cal Poly San Luis Obispo, qui presentato come secondo “step†aggiornato, di un primo saggio pubblicato sulla rivista “Focus 12â€, è un interessante documento di indagine antropologica, sociologica e urbana dalla quale emerge la irrinunciabile funzione delle tradizioni, dei simboli, dell’essenza ancestrale rappresentati nel Jizo, per dare senso, significato, completezza spirituale agli spazi pubblici e di vita della città orientale contemporanea, in particolare di Tokyo. Seguono alcuni scritti che rappresentano: sintesi dalle tesi di dottorato, rispettivamente, The Monadnock Building, Un edificio-manifesto nel crocevia di sperimentazioni tecniche e costruttive di Valentino Danilo Matteis (XXX ciclo), La Città del Sapere: l’Istituto di Botanica di Giuseppe Capponi presentato da Teresa Rossini (XXXII ciclo), e Informal Housing in Shanghai di Jiahui Diao (dottorando della Shanghai Jiaotong University); le rielaborazioni ed alcuni approfondimenti progettuali e di ricerca sviluppati durante l’elaborazione della tesi di laurea come Oltre il prototipo nulla. Evoluzioni e fallimenti nella prefabbricazione modulare di Matteo D’Emilio (XXXII ciclo) e Vestmann di Andrew Iacobucci (architetto e artista). Teresa Pagano (XXXIV ciclo) con lo scritto Il Modello BIM: una copia reale del progetto, mette a punto alcune analisi avviate a partire da corsi post laurea, e approfondite in seminari di studio del dottorato di ricerca condivisi con il collegio docenti del dottorato DRACo, in Architettura e Costruzione della Sapienza Università di Roma. Doaa Fihri Fassi – studentessa marocchina Erasmus alla Sapienza Università di Roma – con Architecture in the hands of amateurs, Can architecture be governed by and for society e Ricardo Magnani Garsia – studente Erasmus brasiliano alla Sapienza Università di Roma – con Parametricism ups and downs, rielaborano una sintesi del lavoro svolto nel corso Theory of the Contemporary Research in Architecture tenuto da Anna Irene Del Monaco nell’a.a. 2018-2019, nel quale si propose come tema seminariale d’anno il tema: The impact of low cost technology in the ordinary architecture. Il contributo di Anna Irene Del Monaco Design of Cities at the time of resilience and climate change. Experiments in Rome and Puerto Rico looking at Africa, fa il punto su alcune esperienze progettuali e didattiche sviluppate in paesi profondamente diversi, dimostrano la trasferibilità dei risultati ottenuti oggi nel progetto di architettura fra contesti diversi. Infine, la ricerca di Dina Nencini sugli edifici destinati alla funzione carceraria, già sviluppata dall’autrice per la presentazione di una domanda ERC Consolidator nel 2013, documenta l’interesse per un tema complesso e difficile, che la studiosa intende sviluppare con un obiettivo doppio: censire i casi problematici e i casi di successo, in Italia e nel mondo, ed indagare gli standard di abitabilità delle celle e degli spazi comuni per migliorare le strutture carcerarie nuove ed esistenti, tenendo sullo sfondo la lezione di Giorgio Agamben che si domanda se sia possibile per l’architetto progettare l’inabitabile. L’indagine si inquadra nel più ampio tema contemporareno rivolto al patrimonio edilizio esistente, soprattutto quello le cui tipologie sono state destinate a funzioni specialistiche e che oggi affrontano condizioni di obsolescenza e dunque la necessità di essere “ripensatiâ€, “reinventatiâ€.
Published: 2019-06-16